RINNOVABILI: SCALIA SCRIVE AL MINISTRO

Il senatore afferma: "Rimodulare in maniera obbligatoria gli incentivi giÓ previsti per le rinnovabili contrasterebbe con il principio della certezza del diritto e colpirebbe gli investimenti giÓ effettuati dalle imprese italiane ed estere"

"Rimodulare in maniera obbligatoria gli incentivi già previsti per le rinnovabili contrasterebbe con il principio della certezza del diritto e colpirebbe gli investimenti già effettuati dalle imprese italiane ed estere, venendo così a costituire un pericoloso precedente per la credibilità internazionale del nostro Paese e provocando, con tutta probabilità, come già avvenuto in Spagna, un importante contenzioso giudiziario". E' quanto scrive il senatore Francesco Scalia in un'interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dello Sviluppo economico, con la quale si chiede di sapere se il Governo abbia reale intenzione di intervenire con un provvedimento del genere "o comunque attraverso l'adozione di norme retroattive". Per raggiungere l'obiettivo di ridurre del 10% il costo dell'energia per le pmi, il Governo starebbe infatti pensando ad un decreto per spalmare in maniera obbligatoria, in 27 annualità anziché 20, gli incentivi concessi agli impianti a fonti rinnovabili. Secondo Scalia il Governo dovrebbe considerare il fatto che "l'intero settore, ed in particolare il fotovoltaico, è stato già pesantemente interessato negli ultimi anni da interventi normativi che ne hanno minato l’integrità e la solidità finanziaria. Tra questi, la revisione dei coefficienti convenzionali di perdita sulle reti, l'estensione della Robin Tax, l'introduzione delle commissioni per i servizi resi dal Gse, l’applicazione del regime Imu, la previsione dei cosiddetti oneri di sbilanciamento e l’abrogazione dei prezzi minimi garantiti. Ciò a dimostrazione di come il settore non abbia certo ricevuto in questi anni un trattamento di favore sul piano legislativo regolatorio, tecnico e fiscale", conclude il senatore.