Il 2 dicembre 2025 si è svolta presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) una riunione dedicata all’emergenza influenza aviaria, convocata dal Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, Giovanni Filippini. All’incontro hanno partecipato i vertici del Ministero, rappresentanti del comparto avicolo e delle organizzazioni agricole, tra cui Copagri.
Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, la situazione epidemiologica mostra un quadro di attenzione crescente: sono stati registrati circa 30 focolai, localizzati soprattutto nel Nord-Est e in alcune aree umide strategiche, interessate dai principali corridoi migratori dell’avifauna selvatica.
Gli esperti sottolineano come l’evoluzione della circolazione virale richieda un cambio di paradigma nella gestione delle emergenze sanitarie del settore avicolo.
Nel corso della riunione è emersa la necessità di superare l’approccio centrato esclusivamente sul ristoro e sulle misure emergenziali. L’obiettivo è orientarsi verso un sistema strutturato sulla prevenzione, resa ormai imprescindibile dalla contrazione progressiva delle risorse disponibili e dalla complessità del virus.
Il Piano Strategico per la Gestione dell’Influenza Aviaria, recentemente approvato all’unanimità dal tavolo di filiera, punta su alcune direttrici principali:
rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti, monitoraggio costante e tempestivo, gestione sostenibile degli spostamenti, delle movimentazioni e degli accasamenti, riduzione delle densità produttive nelle aree a rischio, Miglior coordinamento tra istituzioni e operatori del settore.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha comunicato l’avvio delle prime attività vaccinali sperimentali su ovaiole e tacchini, con test previsti nel corso del 2024 nelle Aree B del Veneto e dell’Emilia-Romagna.
L’applicazione su larga scala potrebbe partire nel 2026, previa definizione dei costi e delle modalità operative tramite specifiche gare pubbliche.
Il Ministero della Salute ha inoltre confermato l’impegno a garantire una comunicazione istituzionale chiara ed efficace rivolta sia agli operatori sia ai consumatori. È stato sottolineato, secondo le valutazioni scientifiche attuali, che la vaccinazione degli animali non comporta rischi per la salute umana.
Un nuovo incontro tecnico si terrà prima delle festività natalizie per definire nel dettaglio il cronoprogramma delle misure da implementare nel corso del 2026. L’obiettivo rimane quello di assicurare una gestione coordinata e tempestiva dell’emergenza, proteggendo sia il comparto avicolo sia la sicurezza alimentare del Paese.