Futuro sostenibile: la comunita' al centro della gestione territoriale

A Frosinone il Network Re.La.te. ha lanciato la sfida per lo sviluppo delle aree interne

Futuro sostenibile: la comunita' al centro della gestione territoriale

​“Futuro sostenibile: la comunità al centro della gestione territoriale”. Questi i temi sviluppati presso la Sala Conferenza dell’Area Decentrata Agricoltura (ADA), durante l'incontro promosso dal Network Re.La.te. (Reti, Laboratori e Territori), che ha riunito i principali attori della cooperazione e del terzo settore per delineare nuove strategie di sviluppo per il Lazio Meridionale.

Nuovi modelli di gestione: i "Commons" e la ruralità

​L'apertura dei lavori è stata affidata a Matteo Salvadori, coordinatore del Network Re.La.te., il quale ha delineato la ruralità come una frontiera di sperimentazione socio-economica all'insegna della condivisione. Salvadori ha sottolineato la necessità di implementare “nuove forme di produzione, di socialità, di relazione e nuove forme di vita” attraverso una progettazione che nasca direttamente dal basso. Un punto cruciale del suo intervento ha riguardato il recupero dei terreni abbandonati, che vanno affrontati come potenzialità e non solo come problemi, auspicando “una nuova forma di gestione, una gestione ibrida tra pubblico e privato all'insegna del comune”. In questo contesto, i cosiddetti Commons rappresentano, secondo il coordinatore, “una delle traiettorie da seguire partendo dalla relazione e dalle cooperative di comunità”.

L'Università come pilastro dello sviluppo territoriale

​In questo processo di rinnovamento, un ruolo fondamentale è ricoperto dall'Università di Cassino e del Lazio Meridionale (UNICAS), come spiegato dal Prorettore alla Ricerca Carlo Russo. Il Prorettore ha evidenziato come l’Ateneo intenda porsi come “un facilitatore di questi processi”, sentendo il dovere di dare il proprio contributo ogni volta che si parla del futuro dei territori. Russo ha posto l'accento sul tema delle comunità, che sta particolarmente a cuore all'istituzione “proprio per il senso di condivisione e di comunità che esce da queste parole”. L'obiettivo accademico è quello di aiutare e condividere un percorso di sviluppo che passi per “la valorizzazione di quello che è un patrimonio di connessioni, un patrimonio immateriale di cui questo territorio è ricchissimo”.

L'allarme demografico e l'economia civile

​Significativo è stato anche l'intervento di Daniele Bruno Del Monaco, responsabile di LegaCoop Agroalimentare Lazio, che ha scosso la platea con dati urgenti sul declino demografico. “La provincia di Frosinone nei prossimi cinque anni perderà circa 22.000 abitanti, il che significa che perderà una città media come Anagni o Ceccano” ha dichiarato Del Monaco, lanciando una sfida narrativa ed economica senza precedenti. Secondo il responsabile di LegaCoop, è necessario smettere di pensare alla provincia solo come a un luogo da proteggere, scommettendo invece su “un luogo da scegliere per vivere”. Per raggiungere questo obiettivo, Del Monaco ha invocato il passaggio a un’economia di tipo civile “dove la comunità si riappropria del proprio ruolo e comincia a essere protagonista del territorio”, permettendo al proprio genius loci di svilupparsi finalmente dall'interno.

Il Network Re.La.te.

​L'evento è stato coordinato da una rete di realtà d'eccellenza, tra cui l’Associazione Terre del Basso Lazio, l’Associazione Prociv Centro Italia, la Cooperativa Agricola Sociale Agribombom, l’Associazione OR.T.I.C.A. e la Società Cooperativa 66COOP.

L'incontro ha confermato che la sostenibilità delle aree interne dipende dalla capacità delle comunità locali di farsi carico di una nuova e più coinvolgente narrazione territoriale.