Prodotti tradizionali: il Lazio ha tredici nuove referenze

Grande soddisfazione da parte dell' Assessore all' Agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausmann

Prodotti tradizionali: il Lazio ha tredici nuove referenze

 Ha superato abbondantemente le 400 referenze l’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione Lazio. Il decreto ministeriale del 14 luglio scorso che sancisce ufficialmente l’aggiornamento dell’elenco nazionale dei prodotti tradizionali, riporta per il Lazio 13 nuove specialità agroalimentari.

Sei rientrano nella categorie delle carni fresche e loro preparazioni, mentre vengono registrate 2 nuove referenze per ciascuna delle seguenti categorie merceologiche: prodotti della biscotteria e pasticceria, prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, prodotti della gastronomia. Infine, tra le bevande, compare la Sambuca vecchia della Ciociaria.

A monte della mera registrazione delle nuove referenze si svolge nel corso dell’anno un attento lavoro di censimento, curato da Arsial nell’ambito delle attività preposte alla valorizzazione e promozione delle produzioni regionali di qualità. Per ogni singolo prodotto individuato vengono raccolte le informazioni sulle metodiche di lavorazione, sui locali e i materiali impiegati – informazioni queste ultime indispensabili al fine di prevedere eventuali deroghe di natura igienico-sanitaria – e soprattutto sulla sua valenza socio economica nel territorio di pertinenza e sulle fonti storiche che permettono di risalire al legame con le tradizioni locali. Un corposo dossier, che costituisce la base su cui decidere o meno l’inserimento nell’elenco dedicato.

Grande soddisfazione da parte dell' assessore all' agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausmann, che  in una nota stampa sottolinea l'ottimo lavoro effettuato:

“Grazie allo splendido lavoro fatto dall’Area Tutela risorse, Vigilanza e Qualità delle produzioni di Arsial, nell’ambito della valorizzazione e promozione delle produzioni regionali, il Lazio ha acquisito 13 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) nell’elenco ufficiale del Mipaaf.
Sono stati infatti inseriti, a seguito del censimento di Arsial e del successivo controllo del Ministero, prodotti legati alla unicità dei territori di provenienza, simboli di una cultura agricola e storica che grazie al riconoscimento ufficiale è salvaguardata nella memoria collettiva, quali:

Sambuca vecchia della Ciociara (FR),
Bresaola di bufala (FR e LT), 
Carne di bufala Pontina (FR e LT), 
Carpaccio di bufala (FR e LT), 
Coppiette affumicate di bufala (FR e LT), 
Salsiccia di bufala (FR e LT), 
Speck di bufala (FR e LT), 
Ciambellone di Sant’Antonio (RM), 
Serpette di Monte Porzio Catone (RM),
Pomodoro fiaschetta di Fondi (LT), 
Sarzefine di Zagarolo (RM), 
Cavatello vitorchianese con il finocchietto selvatico  (VT), 
Frascategli ciociari (FR).

Per ogni singolo prodotto, segnalato ad Arsial dal territorio come meritevole di tutela e inserimento nei PAT, sono state raccolte le informazioni sulle metodiche di lavorazione, sui locali e i materiali impiegati, informazioni indispensabili al fine di prevedere eventuali deroghe di natura igienico-sanitaria, ma soprattutto sulla valenza socio economica nel territorio di pertinenza e sulle fonti storiche, che permettono di risalire al legame con le tradizioni locali.

Le schede sono state poi inviate al Ministero, che dopo i necessari controlli, ne ha accolto l’inserimento.
E’ interessante e importante notare il riconoscimento di 6 prodotti derivanti dalla lavorazione della carne di bufala, a testimonianza del diffondersi del suo consumo nel nostro territorio.
A oggi, l’elenco nazionale dei PAT contiene più di 400 prodotti laziali”.
Lo dichiara in una nota l’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione

Per i 13 prodotti di nuovo inserimento saranno disponibili a breve le schede tecniche, comprensive di informazioni storiche e socio-economiche, consultabili sul sito web dedicato al seguente indirizzo: http://www.arsial.it/portalearsial/prd_tipici/Default.asp


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