I LAVORATORI VDC PROTESTANO CONTRO L'INPS

Una vera e propria ?rivolta?, quella dei lavoratori Videocon, esasperati da anni di sacrifici imposti da una vertenza sfibrante.?Le maestranze per l?ennesima volta, sotto il Palazzo della Prefettura.

I LAVORATORI VDC PROTESTANO CONTRO L'INPS

Una vera e propria “rivolta”, quella dei lavoratori Videocon, esasperati da anni di sacrifici imposti da una vertenza sfibrante. Le maestranze si sono date appuntamento, per l’ennesima volta, sotto il Palazzo della Prefettura di Frosinone per chiedere l’interessamento dell’autorità di governo a livello territoriale sull’ultima “beffa” subita: i ritardi nei pagamenti della cassa integrazione in deroga da parte dell’Inps e il mancato trasferimento dei fondi necessari a coprire le prossime mensilità da parte dello Stato alla Regione Lazio. Dalla Prefettura i lavoratori si sono recati in corteo fino alla sede provinciale dell’Inps e a quel punto la rabbia, la disperazione, la frustrazione sono state incontenibili: le maestranze hanno letteralmente “invaso” la sede dell’Istituto di previdenza sociale al grido di “Vogliamo il direttore”. Decine di lavoratori, con fischietti e campanacci, hanno portato avanti una sorta di “occupazione sonora” dello stabile, fino a ottenere la presenza del direttore Bruno Liguori. Sceso a incontrare le maestranze, il dirigente dell’Inps ha spiegato che i ritardi nell’erogazione delle mensilità di febbraio e marzo “sono dovuti a problemi di natura tecnica che discendono dalla telematizzazione delle procedure di pagamento”. Una risposta che ha soddisfatto poco anche i sindacati presenti, che nel pomeriggio hanno sottoscritto un documento inviato al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, all’assessore regionale al lavoro, al presidente della provincia e al centro per l’impiego.rolex replica Con la nota (alla quale mancava solo la firma della Uilcem) le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro in tempi brevissimi per fare luce sulla situazione inerente la cassa integrazione in deroga e i corsi di formazione.
Dopo la manifestazione (il dottor Liguori aveva infatti garantito che il mese di febbraio era già stato pagato) i lavoratori hanno ricevuto i primi accrediti, ma subito si è rivelato particolarmente allarmante il rischio che, con il mancato trasferimento dei fondi a copertura della cigs in deroga, nei prossimi mesi sarà ancor più difficile ottenere con puntualità le mensilità di cassa. Una notizia drammatica per 1300 famiglie, costrette a fronteggiare la quotidianità delle spese (bollette, mutui, alimenti) dopo cinque anni durante i quali hanno dato fondo a risparmi e Tfr, ricevendo circa 800 euro di ammortizzatori sociali.
Quanto all’incontro con la Polverini, la Uilcem ha chiarito di non aver sottoscritto la richiesta non essendo stata coinvolta nell’elaborazione del documento: un altro strappo tra le sigle sindacali, dunque, che però non peserà sui lavoratori: “Rassicuriamo le maestranze e gli iscritti – ha infatti asserito il segretario provinciale Mauro Piscitelli – che la Uilcem non si tirerà indietro ed è pronta al confronto con tutte le istituzioni su queste problematiche. Ma non smetteremo di esprimere le nostre preoccupazioni sul futuro dello stabilimento”. Proprio la decisione della Uilcem di “bocciare” la cessione della Vdc dagli indiani della Videocon agli arabo-canadesi della Ssim, infatti, aveva causato una prima rottura tra le organizzazioni sindacali.
I termini della cessione, il piano industriale, le strategie di mercato e, soprattutto, l’occupazione nei progetti della Ssim saranno poi al centro dell’incontro ministeriale convocato per il 10 maggio. Ma un ulteriore dubbio sull’operazione è stato instillato da Paolo Sabatini, coordinatore nazionale del Sdl, che ha chiosato: “Dovremo verificare, tra le altre cose, se la società dispone dei brevetti per la realizzazione di pale eoliche e fotovoltaico, altrimenti si corre il rischio di passare anni in ricerche che poi potrebbero rivelarsi fallimentari”. Un po’ come è accaduto per la parabola degli indiani con le tv al plasma.