Bioedilizia: una start up di Pontecorvo premiata con il Myllennium Award

Un riconoscimento nazionale per i migliori progetti per la ricerca farmacologica

Bioedilizia: una start up di Pontecorvo premiata con il Myllennium Award

La ciociara RECO2 e l'emiliana PROMETHEUS vincono il Myllennium Award, il primo premio “generazionale” in Italia, promosso dal gruppo Barletta e dedicato ai Millennials, per la categoria My Start up. In una splendida location nel cuore della Capitale, di fronte a un parterre di giornalisti, rappresentanti del mondo accademico, industriale, politico e sportivo, le startup di quattro ragazzi di Pontecorvo e Parma sono state premiate lo scorso 25 luglio sbaragliando un'agguerrita concorrenza, grazie a progetti innovativi per la ricerca farmacologica e la Bioedilizia.
“Sono rimasto molto colpito dalle soluzioni proposte da questi Millennials – afferma Aniello Pollio, Business transformation manager MSC S.A. e membro del comitato tecnico scientifico – realizzate da una tecnologia di altissimo livello per un utilizzo fondamentale per il settore Life Sciences e la Bioedilizia”. Il primo prodotto già sviluppatoe brevettato da PROMETHEUS è Ematik, una seconda pelle per la cura di ferite cutanee degli animali difficilmente rimarginabili, ottenuto grazie a una bioprinter 3D costruita internamente, in grado di estrudere in maniera controllata cellule umane, mantenendole vive durante tutto il processo di stampa. Un prodotto che accelera i tempi di guarigione riducendo il dolore dell’animale, preparato con un processo interamente automatizzato, privo di effetti collaterali che in futuro potrà essere utilizzato anche per i trapianti. 
Nata agli inizi del 2017, la RECO2 è il frutto del lavoro di quattrogiovani con il sogno di contrastare l’inquinamento atmosferico e del suolo eopera nel campo della Bioedilizia attraverso la progettazione, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti che riducono al massimo il loro impatto sull'ecosistema. Il loro business è fondato su un approccio lean perridurre drasticamente costi e tempi e, di conseguenza, il rischio di fallire. “Grazie a questa iniziativa – aggiunge Pollio- i fondatori di queste startup hanno avuto la possibilità di far conoscere il core business e l’opportunità di ottenere visibilità necessaria ad attirare investitori”. “Io credo – conclude – che tutti in Italia, imprenditori, istituzioni e associazioni di categoria, debbano compiere ogni sforzo per mettere in campo azioni e risorse utili a sostenere e valorizzare l’universo delle startup. I numeri sono incoraggianti – circa 7.700 startup iscritte al 31 agosto 2017 – ma sono ancora molti gli ostacoli da superare per recuperare il gap con Paesi come Israele, Svizzera, Svezia e ovviamente gli Stati Uniti. E’ necessario cambiare mentalità, aprendoci a idee e persone nuove, snellire la burocrazia e il quadro normativo e naturalmente aumentare gli investimenti. Solo così riusciremo a cogliere e vincere le sfide del cambiamento attraendo e fidelizzando talenti, imprese e capitali”.