Consorzio produttori olivicoli del Lazio in assemblea

La riunione si terra' a Tivoli il 28 Settembre

Consorzio produttori olivicoli del Lazio in assemblea

È da un anno e mezzo che il CPOL ha una nuova governance e una nuova strategia; ma in questo periodo purtroppo le difficoltà sono state notevoli da un lato stagioni produttivamente complicate (gelate, scarsa raccolta) dall’altro la drammatica vicenda che ha visto bloccare per due annualità i finanziamenti europei legati ad Italia Olivicola e volti a dissemination, acquisto attrezzature, informazione e monitoraggio.
Necessariamente questa situazione aveva due possibili sbocchi:

  • il più ovvio la chiusura;
  • quello più difficile un forte rilancio, una diversificazione delle attività e una maggiore competitività della struttura.

Abbiamo scelto e stiamo praticando la seconda opzione non in termini irrazionali, ma dietro attente valutazioni che si fondando su due elementi cardine:

  1. L’attività quotidiana, il vivere la ruralità e il voler coniugare l’aspetto produttivo con quello progettuale. La presenza reale del territorio in termini di crescita, servizi, benessere, economia richiede la presenza di realtà come queste e non il loro smembramento. Il futuro ha radici nella responsabilità, nella condivisione, nella sostenibilità e nell’etica oltre chiaramente che nella possibilità di reddito, di vivere;
  2. L’enorme lavoro sviluppato in termini di rete in questi anni grazie a molteplici soggetti, realtà molte delle quali saranno presenti il 28 settembre, ha chiesto da un lato molta fatica e dispendio di energie e risorse, ma ha anche generato e sta dando la possibilità ad oggi di raccogliere i frutti e vedere ogni giorno rafforzata quella rete economia, produttiva e sociale che ormai vuole e deve travalicare la dimensione perimetrale e ragionare in termini di flussi, connessioni, contaminazione.

Ed è questo il senso che vogliamo dare alla giornata del 28 settembre 2020, un’assemblea che vuole essere la condivisione di un percorso nuovo e di una strategia nuova che pongono chiaramente al centro la crescita del reddito, l’aggregazione dell’offerta e la capacità di affiancare quotidianamente gli associati in termini di competenze, assistenza e di supporto tecnico, progettuale e commerciale. Questa scelta, soprattutto in una filiera come quella olivicola-olearia in cui troppo spesso l’aggregazione dell’offerta è un mero gioco di somme
e sottrazioni e di carteggi, può essere praticata solamente attraverso la composizione delle differenze attraverso l’utilità particolare ma di grande valore aggiunto per tutte quelle realtà che vogliono praticare questo progetto, una struttura che non sia un carrozzone, ma che sia in grado di aggregare le importantissime realtà che la compongono senza sovrapporsi ad esse, senza pesare su di esse, ma divenendo vettore in grado di aggredire i mercati più complessi, di coniugare produzione e paesaggio, agricoltura e sociale, territorio e turismo.

In questo senso è importante il lavoro avviato con Lega delle Cooperative, con Copagri Frosinone e LatinaCia Rieti nella realizzazione di una vera etichetta che sia in grado di essere story-telling non solo delle qualità
organolettiche e delle buone pratiche agricole, ma anche del valore etico, sociale e dello strettissimo connubio tra il territorio e le emergenze artistico-culturali che, come gli ulivi, rappresentano pieghe e sfumature del paesaggio laziale ed italiano. E proprio sulla volontà di coniugare olio e turismo, commercializzazione del prodotto e promozione del territorio si struttura la strategia di questa nuova stagione del CPOL:

  1. Accompagnare i nostri soci su mercati remunerativi con particolare attenzione all’internazionalizzazione grazie ad un calendario che già oggi ci vede in grado di toccare oltre 15 città europee (Germania, Svezia, Belgio, Olanda, Inghilterra) attraverso appuntamenti con la distribuzione in loco e con l’ho.re.ca.
  2. Strutturare servizi più articolati e complessi: dalla raccolta alla potatura, oltre che all’attività di assistenza tecnica attraverso l’avvio di nuove cooperative di servizi (ricordiamo la neonata cooperativa “Rural Service”) in modo di poter offrire nuove opportunità lavorative, rafforzando la capacità di commistione tra territorio e ruralità. Su quanto detto crediamo che l’olivicoltura, asse principale del territorio laziale, possa rappresentare uno strumento perfetto su cui sperimentare
    queste buone pratiche. Riteniamo fondamentale altresì coniugare (come già altre regioni stanno facendo brillantemente) territorio e prodotto, non in termini perimetranti, ma leggendo il Lazio come
    dimensione unica, costituente e in grado di essere connessa alla “dimensione mondo”.
  3. Promuovere la qualità, fatta sia da capacità nostri soci, ma anche da un supporto tecnico attraverso un’assistenza sia in remoto attraverso un backoffice telematico su varie piattaforme da mobile a desktop, sia telefonica oltre che in presenza fisica continuativa con la garanzia di un nostro tecnico almeno 1 volta ogni 2 settimane nei principali areali olivicoli della regione. Un sostegno non solo tecnico ma che curerà anche l’aspetto dei beni immateriali, con professionalità legate alla grafica, al
    web design e al marketing, specializzate nell’ambito della ruralità e delle Agricolture. In questo senso abbiamo avviato negli ultimi mesi la costruzione di un rapporto forte con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, un polo di eccellenza del territorio laziale nel campo della cultura e dell’arte.

Gli aspetti appena descritti sono chiavi di lettura di questa nuova stagione che non vogliono porre l’Olivicoltura solo al centro di un processo volto al maggior reddito all’imprenditoria, ma anche di sviluppo sociale e culturale.
Questa traiettoria è ripresa con forza dal CPOL e nasce da un processo lungo che ha visto partecipare e condividere diversi attori che stanno immaginando e declinando nuovi equilibri e nuove architetture lontani
dalle rigide identità della rappresentanza tradizionale. Un percorso che ha trovato ulteriore conferma nel convegno dell’11 giugno e che vede nel prossimo rural hub di Frosinone (che vedrà la sua inaugurazione il
prossimo mese) con il CPOL, la Cooperativa ELP ed altri soggetti, la parte costituente di una nuova stagione fatta di ponti e non di barriere.

Un esperimento è già avviato nel nuovo spazio nel palazzo della Cooperazione nel capoluogo ciociaro in Viale Mazzini, con Lega delle Cooperative, Copagri e la Cooperativa ELP in sinergia con il CPOL. Dinamica che vedrà anche a Rieti la costruzione un polo capace di essere sintesi tra sociale, tessuto produttivo, assistenza, e formazione.

L’evento si terrà lunedì 28 settembre dalle ore 17:00 presso l’agriturismo Villa Luce in SP 53a, 28, Tivoli (RM)

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