Taglio boschi e prima lavorazione del legno, la Regione Lazio risponde

Dopo le richieste avanzate da Copagri Lazio, Confartigianato Imprese Rieti e Cia Rieti

Taglio boschi e prima lavorazione del legno, la Regione Lazio risponde

Taglio boschi e prima lavorazione del legno, dopo la richiesta di Confartigianato Imprese Rieti, CIA Rieti e Copagri Lazio, arriva la risposta della Regione Lazio:

"Il DPCM 22 marzo 2020 prevede (art. 1, comma 1 lettera a) la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle esplicitamente indicate nell’Allegato 1, modificato successivamente dal DPCM 25 marzo 2020:  le attività selvicolturali, che includono anche la produzione di legna da ardere, non essendo comprese nell’Allegato 1 sono tra quelle sospese.
Tuttavia, il DPCM 22 marzo 2020 (art. 1, comma 1, lettera d) dispone che “restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e)" dove si fa riferimento alla Legge 12 giugno 1990 n. 146.
Sono quindi consentite le attività che siano funzionali ad assicurare la continuità dell’approvvigionamento di energie e prodotti energetici in quanto servizi essenziali come previsti nella L.146/90, nonchè delle attività di commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento (come espressamente elencato nell’Allegato 1, cod. 46.71).
Pertanto le aziende che ritenessero comunque necessaria la prosecuzione delle proprie attività per assicurare la continuità dell’approvvigionamento di energie e prodotti energetici e delle attività di commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento, ai sensi dell'art.1 comma 1 lett. d) del DPCM 22 marzo 2020, dovranno effettuare obbligatoriamente una comunicazione preventiva al Prefetto della Provincia ove è ubicata l’attività produttiva, il quale potrà sospendere le attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di legge.
Sarà pertanto responsabilità dell'impresa valutare se dette attività sono effettivamente e necessariamente funzionali ad assicurare la continuità di filiera, dei servizi di pubblica utilità o dei servizi essenziali considerando la necessità di tali operazioni in funzione del proprio specifico modello di business, l’eventuale disponibilità di materiale già prodotto, l’integrazione delle proprie attività con quelle delle filiere di cui sia permessa la continuità, ecc".