Il Ceta, tanti vantaggi per l'agroalimentare italiano

Il Ceta, tanti vantaggi per l'agroalimentare italiano

L'accordo commerciale tra Canada e Unione Europea, il CETA, già approvato dal parlamento europeo quest'inverno, entrerà in vigore dal 21 Settembre.

L’Italia ha manifestato l’appoggio ed è tra i 14  Paesi membri firmatari. «La dichiarazione promuove una maggiore produzione di colture leguminose per alimenti e mangimi, contribuendo allo sviluppo di sistemi agricoli più sostenibili e resilienti in Europa, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (Obiettivo 2 e Obiettivo 15) e con la Strategia di sviluppo sostenibile dell’Unione europea del 2001» si legge in una nota del Mipaaf.

Il Ceta, che fa riferimento ai problemi del settore agroalimentare, introduce alcune novità:

-  L’eliminazione reciproca dei dazi all’import per la maggior parte dei prodotti agricoli con un periodo di transizione di 6 anni per i settori più sensibili .

- Un importante accordo sulle indicazioni geografi che inseguito da decenni dall’Unione europea, che andrà a tutelare 173 indicazioni geografi che europee, di cui 41 italiane.

- un accordo di cooperazione in materia di standard e regolamentazioni nazionali che rispetta in toto le normative e gli standard europei attualmente in vigore.

Sull'argomento tramite nota stampa si è espressa anche Agrinisieme, che ha ribadito la posizione positiva verso il CETA, che  principalmente non ha la funzione di aprire il nostro mercato a nuovi prodotti di import verso l’Italia, ma permetterà una maggior tutela dei nostri prodotti in Canada. (un esempio per tutto: il grano canadese è già presente sulle nostre tavole, al contrario in Canada poter esportare il nostro vino è una procedura che senza il CETA resterà difficile e costosa. In tal senso anche i formaggi e gli altri 41 prodotti riconosciuti made in Italy otterranno delle agevolazioni e delle tutele che altrimenti sarebbero negate).