Sapori del Lazio: fagiolo cannellino di Atina

Sapori del Lazio: fagiolo cannellino di Atina

Il fagiolo cannellino di Atina – paese della Valle di Comino in provincia di Frosinone – è sicuramente, in Italia, uno tra i legumi più noti e utilizzati in cucina. Il fagiolo cannellino di Atina presenta le seguenti caratteristiche: aspetto reniforme, leggermente ellittico e schiacciato, colore bianco opaco, tegumento sottile, lunghezza media di 1 cm e larghezza media di 0,5 cm. La sua peculiarità è quella di possedere uno strato esterno tenero che si scioglie in bocca appena cotto. Non richiede di essere tenuto a mollo in acqua prima della cottura e si cucina, piuttosto brevemente, da inizio ebollizione in 40-55 minuti. Alcuni dei piatti tipici locali più famosi che hanno di base, tra gli ingredienti, il cannellino di Atina sono: le Sagne e fagioli cannellini dette anche Pappafuocchie, trippa e fagioli e la zuppa di cannellini e patate.

 Il territorio vocato alla coltivazione del fagiolo cannellino comprende alcuni comuni della Valle di Comino – adiacenti al fiume Melfa e al torrente Mollarino – che sono: Antina, Casalattico, Casalvieri, Gallinaro, Picinisco e Villa Latina. Il terreno, l’acqua, il microclima, i semi perfettamente adattati all’ambiente pedoclimatico e il tipo di coltivazione – che non richiede fertilizzanti chimici e organici, danno al nostro prodotto un sapore unico. Questa varietà di fagiolo – il cannellino di Atina – è tra le più resistenti e refrattarie a patologie degenerative del legume. Per questo motivo non è necessario l’uso di antiparassitari e diserbanti di sintesi chimica nocivi al terreno e alla salute dei consumatori. La coltura di questa tipologia di fagiolo assume un significato storico culturale, oltre che economico, in quanto le prime notizie – e fonti storiche – che si hanno sulla coltivazione di questo tipico legume risalgono al 1811