'DAL NUCLEARE ALLE ENERGIE RINNOVABILI'

'DAL NUCLEARE ALLE ENERGIE RINNOVABILI'

"Il nucleare non libera dalla dipendenza dal petrolio e rappresenta una tecnologia obsoleta". Parola di astrofisico e astronauta. Anzi, di più: "La stazione spaziale orbitante è alimentata dall’energia prodotta da pannelli solari, e non dall’atomo". Umberto Guidoni non si è lasciato andare alla demagogia o alla tentazione di cavalcare l’emotività della popolazione dopo il terribile incidente di replica orologi svizzeri Fukushima e ha deciso di parlare alla cittadinanza con i dati alla mano, quelli forniti dalla scienza, e con la determinazione a prospettare una strada alternativa di sviluppo, "che non è aumento della produzione e dei consumi, ma è aumento dell’efficienza, dell’investimento nella ricerca e quindi delle nuove opportunità di crescita sostenibile nel rispetto del pianeta". L’occasione per approfondire l’interessante tematica è stata fornita dall’incontro dal titolo “Dal disastro nucleare all’era delle energie rinnovabili”, riuscita iniziativa promossa dal circolo cittadino di Sel, guidato da Viviana Cacciatori.
Il convegno si è svolto presso l’auditorium comunale, alla presenza di un pubblico numeroso e attento. I lavori che sono stati introdotti dal capogruppo consiliare di Sel Roberto Cicconi: "L’obiettivo di questa iniziativa - ha affermato - è di sensibilizzare l’opinione pubblica sui referendum del 12 e 13 giugno, in vista dei quali è necessaria la massima mobilitazione perchè sia raggiunto il quorum". Illustrando i quattro quesiti referendari, Cicconi ha lasciato la parola a Loredana Ludovisi, coordinatrice dell’area nord di Sel, che ha dato lettura del documento politico con cui il partito esprime la propria posizione in merito ai quesiti referendari. Sel chiede ai propri sostenitori di votare “si” su ognuna delle quattro schede, così da abrogare la legge che impone la gestione privata delle acque, quella che consente al governo di istituire nuove centrali nucleari e la legge sul legittimo impedimento.
A chiarire ogni possibile dubbio sulla natura del referendum sul nucleare è intervenuto l’astronauta italiano, attuale responsabile nazionale del dipartimento università e ricerca di Sel: "Non si tratta - ha esordito Guidoni - del solito referendum pro o contro Berlusconi: i cittadini sono chiamati a esprimersi su un progetto di futuro". Il nodo, insomma, è come ci si immagina lo sviluppo non solo dell’Italia, ma dell’intero pianeta: "La vera sfida è di trovare fonti energetiche tali da garantire ed estendere gli attuali stili di vita anche ai Paesi attualmente in via di sviluppo, gestendo in pochi anni la transizione dal vecchio modello energetico a uno più innovativo". E l’innovazione, secondo Guidoni, non è nel nucleare, ma nelle fonti di energia rinnovabile: "L’obiettivo è di ottenere un più equilibrato modello di sviluppo che riguardi anche l’energia. Il nucleare è una tecnologia obsoleta, in cui pochi produttori - dopo aver incassato investimenti esorbitanti che renderanno utilizzabile l’energia non prima di quindici anni - distribuiscono energia verso gli altri. L’alternativa è investire quei soldi, nel tempo, in ricerca e sviluppo di nuove energie, migliorando l’efficienza e riducendo i consumi, così da costruire una rete ampia di produttori di energia e da ridistribuire la ricchezza in modo equilibrato". La vera innovazione per l’esponente di Sel è dunque nel coraggio di rendere più autonomi i territori, pur non avendo ancora le risposte a ogni problema, ma guadagnando tempo alla ricerca: "Il potere di aprire o chiudere un rubinetto energetico è enorme e lo dimostra il fatto che sono i petrolieri a determinare la politica mondiale, si pensi a Bush. Questo potere, distribuito sui territori che potranno produrre energia (solare, eolica, geotermica) in base alle peculiarità locali, renderà tutti più liberi".