ROSATELLA SI ESPRIME SULLA CAMPAGNA ELETTORALE
REGIONALI - Il candidato di Alleanza di centro commenta la situazione riguardante i manifesti selvaggi e i tanti cartelloni appesi ovunque per la città di Anagni e l’intera provincia.
09/03/2010
Comunicato Stampa
Il candidato alle Regionali nelle liste di Alleanza di Centro Guglielmo Rosatella commenta così il pasticcio per la presentazione delle liste che di fatto sta caratterizzando questa prima parte di campagna elettorale
“Sono d’accordo con quanto dichiarato dal Presidente Napolitano che ha ribadito come erano in gioco due interessi o ''beni'' entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Tra queste due esigenze ha prevalso il principio della scelta democratica. In ogni caso secondo me comunque certi errori non dovevano essere commessi, si sarebbero evitate perdite di tempo e la campagna elettorale avrebbe avuto un flusso più normale”.
E in virtù della campagna elettorale il candidato di Alleanza di centro commenta in tal modo la situazione riguardante i manifesti selvaggi e i tanti cartelloni appesi ovunque per la città di Anagni e l’intera provincia:
“Vorrei anche dire la mia sullo sperpero di fondi per quanto riguarda i manifesti, infatti, per le città della Provincia vediamo manifesti in una quantità tale che mi chiedo come facciano certi candidati a rispettare il tetto delle spese previsto dalla legge e a dire che rispettano la loro terra, anche quando fanno imbrattare la città con chilometri e quintali di carta. Credo che non sia certamente in base a un manifesto che si possa decidere il voto, ma in base alle idee ed ad un progetto politico serio. Per tale motivo esorto i candidati ad una sobrietà necessaria in quanto lo sperpero di denaro non è sopportabile in tempi di profonda crisi economica avvertita dalle famiglie che riescono a malapena ad arrivare a fine mese. Per tale motivo credo sia auspicabile la riflessione e un comportamento più consono per il rispetto stesso nei confronti dell’elettorato al quale in tal modo non si comunica di certo un messaggio positivo".
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