BAGARRE IN CONSIGLIO PER L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO ANAGNI - Un Consiglio comunale al vetriolo ha approvato il bilancio di previsione, dopo un aspro scontro tra maggioranza e opposizione, che si sono divise su una manovra da 24 milioni di euro.
05/03/2010
L'Osservatore
Il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2010, una manovra da 24,6 milioni di euro, che non poteva non dividere maggioranza e opposizione. Lo scontro, che pure era atteso e prevedibile, ha tuttavia toccato punte di asprezza tali da aprire una riflessione sullo stato del confronto dialettico e democratico nell’assemblea rappresentativa di Palazzo da Iseo.
Le polemiche sono iniziate subito, fin dalla impossibilità per i consiglieri comunali di opposizione (gli unici, e non tutti, ad aver visionato gli atti portati all’approvazione, come riconosciuto dallo stesso presidente Marco Cesaritti), di ottenere copia dei documenti che sarebbero stati discussi. “E’ stato esecrabile il comportamento ostruzionistico del segretario comunale – ha tuonato il rappresentante di Sinistra Ecologia e Libertà Roberto Cicconi – che mostra di interpretare il proprio ruolo in maniera non serena”. Il segretario, infatti, appellandosi alla legge ha negato, per la prima volta a memoria dei più, la possibilità di acquisire il bilancio ai consiglieri che ne hanno fatto richiesta. Una scelta sostenuta, anche in consiglio comunale, dal sindaco Carlo Noto. Proprio Noto ha illustrato il piano triennale delle opere pubbliche, intervenendo a complemento dell’intervento di Alessandro Cardinali, consigliere delegato in materia, che ha parlato di “un programma di impegni importanti, che dimostra la buona salute delle casse comunali”. Tra le opere inserite nel piano triennale figurano, nell’ambito del triennio 2010-2012, il completamento di Palazzo Bacchetti, il II tronco della strada Asi, la sistemazione dei parchi periferici, il completamento della Badia, la realizzazione di parcheggi vicino alla stazione ferroviaria e a ridosso del centro storico. Complessivamente, sono previsti circa 35 milioni di investimenti tra casse comunali, mutui, erogazioni da altri enti e finanziamenti richiesti o da richiedere. “Un libro dei sogni”, così è stato bollato dall’opposizione, che ha rilevato come molte delle opere previste siano una stregua ripetizione dei progetti degli anni scorsi, quando ormai il centrodestra governa senza soluzione di continuità dal 2001, se si eccettua la limitata parentesi di un anno di commissariamento. Quanto al bilancio, è stato illustrato dall’assessore Giuseppe Viti che ha assicurato che non sono state aumentate tasse e tariffe comunali “vista la situazione di crisi”, ma che, alla luce delle diminuite entrate dallo stato e dalla Regione, si è reso necessario diminuire la spesa corrente “cercando di mantenere inalterata la qualità dei servizi”. Ovviamente l’opposizione non è stata dello stesso parere e ha rilevato la “mancanza di un progetto di crescita complessivo per la città”, per citare il consigliere del Pd Bruno Primerano. Piero Alonzi ha invece sottolineato che “se non sono state aumentate le tasse, esistono comunque altre gabelle che pesano non poco sulle tasche dei cittadini, come le strisce blu”. Il consigliere Roberto Cicconi, invece, è andato dritto al sodo: “Dubito della buona salute finanziaria del comune, altrimenti non sarebbero state inserite voci come il piano Samperi e la vendita dei box auto a San Giorgetto, sperando in entrate dubbie come un incremento di circa 200mila euro dall’Ici”. In sostanza, il piano Samperi “puntualmente riproposto fin dal 2001”, prevede la sanatoria delle aree comunali (principalmente margini stradali) acquisite dai privati che dovrebbero pagare l’area ingiustamente occupata per acquisirne la proprietà. Nulla ha obiettato al proposito il sindaco Noto, che ha invece ricordato come la vendita dei box auto fosse prevista fin dalla realizzazione del parcheggio. Quanto alle previste e maggiori entrate dell’Ici, Cicconi ha causticamente commentato: “Non mi sembra che Anagni sia cresciuta di un ottavo dall’oggi al domani, non vedo quindi come le entrate Ici possano passare da circa 900mila a 1,1 milioni di euro”. Critico sulla “attività mnemonica” alla quale si è visto costretto dall’impossibilità di accedere al bilancio prima della discussione in Consiglio, anche il rappresentante del Pd Egidio Proietti. La discussione, tuttavia, già di per sé accesa, è diventata incandescente quando si è passati alle repliche e i botta e risposta tra maggioranza e opposizione hanno sfiorato la rissa. Se quindi l’atto fondamentale dell’amministrazione ha passato il vaglio dell’assise senza colpi di scena, resta inevitabile l’amaro giudizio sullo spettacolo offerto da quello che avrebbe dovuto essere un momento “solenne” della vita amministrativa, ma che invece si è rivelato uno scontro in cui a prevalere, più che la ragione del dibattito, sono state la rissa verbale e la forza dei numeri che di per sé sembrano rendere inutile ogni tentativo di formulare proposte o critiche, anche costruttive.
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